Dott. Massimo Zedda

Psicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo.

Archivio per Categoria Stress

DiMassimo Zedda

Microbiota, infiammazione e disturbi mentali.

Flora intestinale e sistema nervoso.

Con il termine “microbiota” si rappresenta la collezione dei microorganismi simbiotici presenti nel corpo umano. Tra questi, i probiotici sono organismi che somministrati in quantità adeguate apportano all’ospite un beneficio in termini di salute.

Prima della nascita i feti non posseggono la flora intestinale, termine usato per indicare la componente del microbiota presente solo nel tratto enterico; durante il parto naturale veniamo colonizzati da un gran numero di batteri. Nello specifico si tratta di circa 1000 specie batteriche, che nell’adulto costituisce una massa fecale di circa 1,5 kg.

La colonizzazione precoce permette la maturazione del sistema nervoso, del sistema immunitario e la regolazione dello sviluppo della fisiologia intestinale.Sono molti i fattori che modificano il microbiota; elementi quali la dieta, l’attività fisica e altri fattori epigenetici possono influenzare la composizione batterica intestinale. La corretta permeabilità intestinale e l’efficienza del sistema immunitario dipendono dall’integrità dell’assetto microbico enterico.

Se la composizione e l’equilibrio del microbiota vengono modificati, si attiva un processo infiammatorio intestinale e gli spazi presenti tra le cellule epiteliali intestinali possono dilatarsi, modificando la permeabilità intestinale e permettendo l’ingresso nel circolo sanguigno di batteri, virus, funghi, tossine e proteine parzialmente digerite: questi complessi proteici, non riconosciuti dal nostro sistema di difesa immunitario, attivano la risposta anticorpale che, se persistente, può condurre a sviluppare allergie, intolleranze, varie patologie autoimmuni ( diabete, artrite reumatoide, sclerosi multipla), o degenerative (tumori, Alzhimer…).

Si è visto che la colonizzazione microbica intestinale ha un impatto significativo sulla neurofisiologia, sul comportamento e sul funzionamento del sistema nervoso. Diversi percorsi immunitari all’interno e all’esterno del SNC sono coinvolti in importanti meccanismi come la mediazione microbica delle funzioni e del comportamento del cervello. Inoltre la modulazione neuroimmune da parte del microbiota contribuisce tramite eziopatogenesi o insorgenza di segni e sintomi importanti dei disturbi neurodegenerativi e comportamentali, come i disturbi dello spettro autistico, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, Alzheimer e Parkinson.

Studi recenti hanno dimostrato una stretta correlazione tra alterato equilibrio del microbiota materno durante la gravidanza e disturbi neuro-psichiatrici nel bambino.
Il prebiotico rappresenta l’ingrediente alimentare non digeribile che stimola in modo selettivo la crescita, l’attività o entrambi, di uno o un numero limitato di batteri già residenti nel tratto intestinale. Quando i prebiotici influenzano positivamente la salute mentale, vengono definiti “psicobiotici”.
La composizione del microbiota è alterata negli adulti anche dalle forme croniche di stress, sedentarietà, inquinanti ambientali, brusche e frequenti variazioni della glicemia, resistenza insulinica, fumo di sigaretta, eccesso di sale, alimentazione ricca di zuccheri e grassi saturi… L’elevata comorbidità esistente tra lo stress e alcuni sintomi di malattie psichiatriche come ansia elevata, disturbi gastrointestinali (incluso nella sindrome dell’intestino irritabile) metta in luce il peso dell’asse cervello-intestino nello sviluppo di alcuni tipi di patologie.

Neuroinfiammazione cronica e disturbi mentali

Lo studio dell’infiammazione cerebrale (neuroinfiammazione) ha portato risultati interessanti nella comprensione della schizofrenia, il disturbo bipolare e la depressione.

A sostegno del collegamento tra neuroinfiammazione e disturbi mentali, tra i meccanismi molecolari coinvolti nell’insorgenza del disturbo depressivo, evidenze cliniche e precliniche ipotizzano il coinvolgimento dell’alterazione della risposta infiammatoria a seguito di esperienze stressanti (Rossetti, 2017).

Le ricerche sul disturbo depressivo in pazienti non trattati farmacologicamente hanno mostrato un alterato equilibrio tra le molecole pro-infiammatorie e anti-infiammatorie, la cui conseguenza diretta viene rintracciata nell’aumento della insorgenza del disturbo stesso. Inoltre, l’alterazione di tale equilibrio comporta modifiche strutturali dell’encefalo nel rapporto tra la sostanza bianca e la sostanza grigia.
Ulteriori analisi hanno evidenziato la debolezza dei risultati esposti, tutto ciò ha condotto alcuni autori a dubitare dell’evidenza della correlazione tra disturbo infiammatorio cronico e disturbi mentali, ipotizzando che i secondi (soprattutto ansia e depressione) siano invece la conseguenza dello stress psicologico prodotto dall’infiammazione cronica.
Dregon et al. (2019) nella ricerca che ha coinvolto più di 500.000 soggetti, hanno confermato l’aumento del rischio di soffrire di ansia e depressione nei pazienti a cui è stata diagnosticata l’infiammazione cronica.

Il sistema linfatico e le malattie neuroinfiammatorie

La scoperta del sistema linfatico nel sistema nervoso centrale potrebbe condurre a formulare nuove ipotesi   sull’eziologia delle malattie neuroinfiammatorie e neurodegenerative.
Nel 2015, Louveau et al. hanno pubblicato sulla rivista Nature un articolo relativo alla presenza del sistema linfatico nell’encefalo; emerge che i vasi linfatici affiancano i seni venosi della dura madre e si connettono con linfonodi cervicali profondi.
I vasi linfatici sono un sistema vascolare distinto dal sistema cardiovascolare presente nel corpo; il sistema linfatico è un complesso sistema di vasi e nodi (linfonodi) necessari per la raccolta del liquido interstiziale, ricco di scorie metaboliche e del ricambio cellulare, che poi verranno eliminate dai filtri epatici, attraverso la bile, e renali, attraverso le urine.

L’individuazione della rete linfatica nel cranio è stata difficoltosa, ciò nonostante è stato individuato e descritto; i risultati delle ricerche mostrano un sistema che 

possiede molte caratteristiche dei vasi linfatici periferici, ma è caratterizzato da un’organizzazione generale e distribuzione con evidenze uniche. La presenza del sistema linfatico funzionale e classico nell’encefalo pone quesiti sull’autonomia immunitaria del cervello.
Si evince che una conseguenza del malfunzionamento dei vasi linfatici meningei possa essere la causa scatenante di una varietà di disturbi neurologici dove l’alterazione del sistema immunitario rappresenta un fattore fondamentale; la sclerosi multipla, il morbo di Alzheimer e alcune forme di linfedema primario associate a disturbi neurologici.

È anche possibile che le demenze possano essere dovute a ridotto drenaggio linfatico cerebrale?

Conclusioni

Il Dott. Vincenzo Simonetti (www.ozonovitaesalute.com/our-team/ossigeno-ozono-terapia-torino), esperto di Ozonoterapia, illustra come attraverso l’utilizzo di ozono e di un corretto stile di vita si possano attenuare gli effetti dell’infiammazione cronica, portando benefici anche alle 

patologie mentali discusse. Associata alla psicoterapia, l’ozonoterapia potrebbe contribuire alla cura di parte dei soggetti affetti da disturbi mentali quali l’ansia, attacchi di panico e depressione.

In conclusione, emerge la possibilità di migliorare alcune funzioni psichiche o ridurre disturbi come ansia e depressione ottimizzando l’attenzione sui batteri chiamati psicobiotici. 

Utilizzati in associazione alla psicoterapia (e terapia farmacologica quando previsto) potrebbero rappresentare un valido aiuto nel trattamento di soggetti specifici.

 

Bibliografia

Bermúdez-Humarán, L. G., Salinas, E., Ortiz, G. G., Ramirez-Jirano, L. J., Morales, J. A., & Bitzer-Quintero, O. K. (2019). From Probiotics to Psychobiotics: Live Beneficial Bacteria Which Act on the Brain-Gut Axis. Nutrients, 11(4), 890.

Louveau, A., Smirnov, I., Keyes, T. J., Eccles, J. D., Rouhani, S. J., Peske, J. D., … & Harris, T. H. (2015). Structural and functional features of central nervous system lymphatic vessels. Nature, 523(7560), 337.

Rossetti, A. C. (2017). Inflammation and vulnerability for major depression: in search of common molecular pathways.

Simonetti V. et al. (2018. Ozonoterapia e nutrizione nell’infiammazione e degenerazione. Ed. Minerva Medica

Valles-Colomer, M., Falony, G., Darzi, Y., Tigchelaar, E. F., Wang, J., Tito, R. Y. & Claes, S. (2019). The neuroactive potential of the human gut microbiota in quality of life and depression. Nature microbiology, 1.

Sitografia

www.stateofmind.it/2017/08/neuroinfiammazione-disturbi-psichiatrici/ – La neuroinfiammazione: ruolo e funzione nei disturbi psichiatrici

www.stateofmind.it/2019/04/disturbi-infiammatori-ansia-depressione/ – I giovani adulti con disturbi infiammatori potrebbero essere più sensibili ai disturbi d’ansia e depressivi

DiMassimo Zedda

Recensione libro: «Psicofisiologia degli eventi critici»

Evento critico

Psicofisiologia degli eventi critici è un libro molto interessante che, attraverso la trattazione di tematiche psicologiche fondanti l’impianto teorico di riferimento, costruisce l’edificio della consapevolezza e della gestione dell’aggressività allo scopo di ottenere una qualità di vita migliore per sé e gli altri.

Il libro è un manuale utilizzabile da coloro che sono interessati agli eventi critici e a come vengono affrontati dall’essere umano.

 

Per leggere la recensione sul sito State of Mind –> www.stateofmind.it/2018/10/psicofisiologia-degli-eventi-critici-recensione/

 

DiMassimo Zedda

Lo stress in polizia: le strategie di coping e le differenze di ruolo e di genere.

Stress in polizia: Come evidenziato dalla ricerca di Cesana (2005), a seguito dell’interazione interpersonale frequente con cittadini/utenti, questa tipologia di lavoro ha le caratteristiche della ‘professione d’aiuto – HCP’ (medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali…), ne condivide l’esposizione alla sofferenza umana ed alle situazioni problematiche sia economiche e sia umane, anche con episodi di violenza. Le ricerche di Gächter et al. (2009) e Collins e Gibbs (2003) sottolineano che l’esposizione ad eventi traumatici, alla violenza e sofferenza, sia un fattore distress in polizia.

 

Per leggere l’articolo pubblicato su www.stateofmind.it   vai…