Aspetti del Disturbo bipolare

Bipolare

All’interno del gruppo dei disturbi che interessano la mente, il Disturbo Bipolare (Link alla pagina) si pone come una delle condizioni con gravità di un certo livello; oltre a questo risulta essere cronica e ricorrente.

Le persone che ne soffrono vivono momenti di depressione, qualora mania e ipomania. Questi ultimi, nell’accezione clinica, si distinguono dal sentirsi depressi o euforici in base alla gravità, alla durata e all’impatto dei sintomi.
L’accurata analisi e diagnosi da parte di uno specialista è importante per comprendere se si rientra nel quadro clinico e contemporaneamente iniziare il lavoro per arginarne le conseguenze.

Dalle ricerche si è appreso che il corredo genetico gioca un proprio ruolo nell’insorgenza del disturbo bipolare. Nonostante ciò, altri fattori possono attivare lo scatenarsi della patologia; tra essi le esperienze di vita individuali, il modo di pensare e le relazioni che si instaurano sono alcuni aspetti salienti.

Come posso riconoscere i segnali della mania/ipomania?

Gli individui seguiti in terapia che hanno sviluppato una buona capacità di riconoscere i segnali euforici riconoscono maggiormente:

  • Diminuzione del bisogno di dormire ed interesse ad esso
  • Incremento energia
  • Aumento dell’autostima
  • Maggior impegno in attività
  • Aumento della socievolezza
  • Accelerazione del pensiero
  • Aumento irritabilità
  • Maggiore ottimismo
  • Sensazione di irrequietezza e eccitabilità aumentata
  • Le persone vicine possono aiutare ad individuare i segni
Come posso riconoscere i segnali della depressione?

Essi sono più complicati da individuare dalle persone; d’altra parte alcuni sono più comuni:

  • Perdita di interesse per le attività
  • Perdita di interesse verso le persone
  • Ridotta motivazione
  • Preoccupazione e ansia eccessive
  • Sonno disturbato
  • Tristezza e desiderio di piangere

Affinchè si sviluppi e si mantenga la capacità di cogliere in anticipo le ricadute è importante seguire il progetto terapeutico.
Infatti la bassa aderenza ad esso potrebbe essere la causa principale per la comprensione della lettura dei tassi di recidiva generalmente più elevati.

Quali esperienza possono favorire l’insorgenza del disturbo bipolare?

In una elencazione non esaustiva possono essere la mancanza di sonno, l’uso di alcol e/o sostanze psicoattive, lavori con alto grado di stress, così come stili di vita fuori dalla norma. Come visto sopra, in genere le persone che soffrono del disturbo riescono a evitare, o almeno gestire, le situazioni riconosciute in grado di provocare problemi di salute.

Un aspetto importante da sottolineare riguarda gli obiettivi che si possono raggiungere se aiutati attraverso un sostegno psicoterapeutico/farmacologico sia quando la persona vive le fasi depressive e maniacali in forma clinica sia nel periodo frapposto tra gli episodi.

Rispetto alla scarsa o assente aderenza al percorso terapeutico e farmacologico, oltre all’importanza del progetto terapeutico, emerge un urgente bisogno di sviluppare nuovi trattamenti farmacologici e psicologici per i pazienti bipolari. Non ci si deve fermare!

In aggiunta a questo, un trattamento adeguato può essere utile sul piano sia sociale sia personale; il beneficio si esprime quindi anche sui costi sociali oltre che sulla qualità della vita e benessere individuale/famigliare.

Terapia

è ormai assodato che l’efficacia della cura è maggiore quando alla terapia farmacologica viene associato un percorso psicoterapeutico.

bipolare

Trattamento farmacologico

I farmaci agiscono sugli aspetti medico/biologici delle persone: riduzione dei momenti di esaltazione o limitazione gli effetti della caduta depressiva.
La relazione che si instaura tra il medico psichiatra e il paziente è fondamentale. Durante il trattamento si possono attraversare delle difficoltà relative ai farmaci prescritti; trovare il dosaggio migliore o gestire gli effetti collaterali sono esempi di situazioni dove una buona collaborazione aiuta a trovare il trattamento farmacologico più adatto. Inoltre, la relazione terapeutica è altresì importante allo scopo di superare eventuali crisi e mantenere la terapia per limitare le ricadute nei momenti in cui si sta meglio.

Trattamento psicoterapeutico

La psicoterapia aiuta il paziente a riconoscere, evitare e/o gestire le situazioni che possono provocare vissuti stressanti per ridurre la probabilità di recidive.

“[…] è come se fossero (i farmaci) in grado di sbrogliare i miei pensieri e di riordinarli, mi rallentano, mi rendono più docile, mi impediscono di rovinare amicizie e carriere […]. La psicoterapia però, ineffabilmente, guarisce. Attribuisce un po’ di senso a tanta confusione […]”

Nella letteratura specifica alcuni studi mettono in evidenza approcci indirizzati verso la psicoeducazione. La diagnosi precoce dei sintomi prodromici e della gestione degli stessi sintomi, la gestione dello stress  e l’importanza di evitare sostanze illecite e alcol sono esempi di elementi di educazione al disturbo.

Sarà capitato ai lettori di avere molte cose da fare, avere diverse scadenze nel breve periodo ed il tempo a disposizione risulta scarso.
Arriva la consapevolezza che non ne abbiamo abbastanza per fare tutto: sopraggiunge lo stress. Allora appare il nemico, quello che ci porta a mettere in atto attività banali per cercare di gestire i momenti di stress.
Guardare il cellulare, una partita breve al gioco preferito, un po’ di musica, bere un bicchiere, ecc Potrebbe trascorrere mezz’ora e ci si rende conto che questo tempo sarebbe potuto essere stato dedicato agli impegni.
Allora sopraggiunge l’amarezza della realtà: mezz’ora è stata sprecata. Aumenta lo stress e la tentazione è quella di gestirlo con le stesse attività precedenti, quelle che però hanno fatto perdere appunto tempo…
Lo stress continua ad aumentare… questo potrebbe indurre nuovamente un processo depressivo o maniacale negli individui con Disturbo Bipolare.

Attenzione quindi a queste modalità disadattive di fronteggiare le situazioni che portano a vivere ansia e preoccupazione. Il colloquio psicoterapeutico ci viene in aiuto.

Allenamento mentale

Importanza dell’alleanza terapeutica

L’alleanza terapeutica è un fattore indispensabile nella positiva riuscita di un intervento terapeutico. Nello specifico del Disturbo Bipolare, nonostante che la limitata letteratura relativa agli effetti dell’alleanza sugli esiti dei trattamenti si intravede comunque come l’alleanza stessa determini la riduzione dell’impatto delle fasi tipiche della malattia.

Bibliografia

Colom, F., & Lam, D. (2005). Psychoeducation: improving outcomes in bipolar disorder. European Psychiatry20(5-6), 359-364.

Colom, F., Vieta, E., Tacchi, M. J., Sánchez‐Moreno, J., & Scott, J. (2005). Identifying and improving non‐adherence in bipolar disorders. Bipolar disorders7, 24-31.

Gaiseanu, F. (2021). Pathological expression and circuits in addiction and mood disorders: Informational relation with the brain and info-therapy. EC Neurology13(8), 1-12.

Jones, S., & Hayward, P. (2008). Il disturbo bipolare. Springer Science & Business Media.

Sitografia

www.stateofmind.it/2020/06/disturbo-bipolare-alleanza-terapeutica

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Recensione del libro:”Ricordi, sogni, riflessioni”

Ricordi, sogni, riflessioniScritto da Carl Gustav Jung, “Ricordi, sogni, riflessioni” narra l’infanzia e la vita personale del noto studioso ed esploratore della psiche umana.

 

 

Come tutte le scienze, anche la psicologia ha attraversato un periodo scolastico-filosofico che in parte dura ancora, ai nostri giorni. A questo tipo di psicologia filosofica va mosso il rimprovero di decidere ex catedra come debba essere l’anima e quali caratteristiche le debbano spettare nella vita terrena e in quella ultraterrena. Lo spirito dello studio moderno della natura ha in gran parte sgombrato il campo da queste fantasie e le ha sostituite con un metodo empirico esatto. Da ciò è nata l’attuale psicologia sperimentale o «psicofisiologia», come dicono i francesi.
(Wikiquote. Carl Gustav Jung, La psicologia dei processi inconsci; in La psicologia dell’inconscio, traduzioni di Marco Cucchiarelli e Celso Balducci, Newton Compton editori, 1997)

Link per leggere la recensione –> Ricordi, sogni, riflessioni.

Recensione del libro: “Corpi borderline.”

Corpi borderline. Regolazione affettiva e clinica dei disturbi di personalità (2020) di Clara Mucci.

“Clara Mucci nel suo ultimo libro è riuscita ad integrare diverse teorie sulla spiegazione del funzionamento della mente, capacità a mio avviso rilevante perché teorie, queste, anche lontane dal punto di vista epistemologico.
La lettura aiuta il clinico a comprendere maggiormente l’importanza di considerare il corpo del paziente nell’eziopatogenesi dei Disturbi di Personalità.”

Link per leggere l’articolo –> www.stateofmind.it/2020/09/corpi-borderline-recensione-libro/

Femminismi e benessere.

Approfondire il tema dei femminismi può portare benessere?

I femminismi? Nella pratica clinica mi accorgo che molti disturbi, o disagi, sono generati e mantenuti dall’esposizione e incorporazione delle idee fondanti la cultura patriarcale. Soprattutto alcune preoccupazioni derivanti dall’agonismo perpetrato per mantenere lo status richiesto determinano nel tempo stati d’ansia, questi ultimi vengono espressi in alcuni disturbi e psicopatologie tra le quali i Disturbi della sfera della sessualità, alcune forme di Addiction (dipendenza) e i Disturbi d’Ansia.

La violenza e le molestie tutte non sono immuni dalle idee della cultura patriarcale; concetti come la responsabilità della vittima e la giustificazione del comportamento del molestatore sono aspetti trasversali difficili da estirpare. Purtroppo identificabili anche in soggetti insospettabili per la potenza intellettuale e valoriale che esprimono, ma penso non totalmente responsabili in quanto meccanismi automatici di pensiero che non colgono; sarebbe però opportuno che tutti le persone iniziassero ad interrogarsi rispetto queste tematiche.

“La colpa di un femminicidio è di chi ha ucciso. A nessun altro e a nessun’altra situazione sociale o psicologica è corretto attribuire la colpevolezza di un femminicidio.” (Gasparrini, 2019)

Un testo interessante.

Ho trovato interessante il libro di Lorenzo Gasparrini sui femminismi, dove con ottima penna illustra e spiega la genesi e il mantenimento della cultura patriarcale e come essa sia responsabile di false credenze su se stessi, gli altri ed il mondo.

Il titolo del testo è “Diventare uomini. Relazioni maschili senza oppressioni” (2019)

Recensione del libro –> link a State of Mind

Un libro consigliato alla popolazione e ai professionisti che si occupano della cura e del benessere altrui.

L’autore.

Ho potuto ascoltare Lorenzo Gasparrini al Convegno Internazionale a Treno il 18 e 19 ottobre 2019 dal titolo :”Affrontare la Violenza sulle Donne”.

Convegno

Intervista relatore su YouTube

Link al sito personale dell’autore lorenzogasparrini.noblogs.org

Recensione del libro: “Ansia sociale. Clinica e terapia in una prospettiva cognitivista integrata”.

Timidezza – Ansia sociale – Disturbo Evitante di Personalità.

Ansia sociale

Gli autori del manuale Ansia sociale (a cura di Pietro Grimaldi) sono riusciti in maniera chiara e ben articolata nelle argomentazioni a integrare all’interno di un unico modello psicopatologico ricerche e modelli altri provenienti da ambiti diversi.

Così, il clinico ha un modello di intervento terapeutico nuovo e con efficacia rinnovata.

Di seguito, il link al sito della recensione –> stateofmind.it

Come fare una prestazione psicologica online?

Come fare una prestazione psicologica online?

Le prestazioni psicologiche online vengono effettuate se le condizioni per l’accesso allo studio privato generano una limitazione o impossibilità; quando, per esigenze organizzative, è complicato avere una continuità del percorso nello studio privato.


Istruzioni per attivare una prestazione online.

 

  1. inviare una e-mail, telefonare o inoltrare un sms/whatsapp per prendere un appuntamento personalizzato.
  2. di seguito verrà inviata la documentazione e le informazioni necessarie all’indirizzo e-mail del paziente
  3. il paziente dovrà leggere, sottoscrivere e inviare al mittente i documenti.
  4. effettuato il riconoscimento reciproco, si procederà al primo colloquio previo pagamento tramite bonifico bancario (pagamento tracciabile).
  5. si utilizzerà Skype per le videoconferenze.
  6. si richiede un ambiente che mantenga gli standard di privacy durante i colloqui; luogo in cui il paziente è solo e l’ausilio di microfono e/o cuffie garantiranno che i dialoghi rimangano riservati.

Cocaina e Psicoterapia.

La cocaina: effetti, abuso e trattamento.

Link veloce: cocaina e psicoterapia.

L’assunzione della cocaina, in tutte le sue forme, è oggetto di stigma sociale. Viene erroneamente ritenuta un vizio, una debolezza della volontà, un eccesso o percorso orientato alla sregolatezza.

La cocaina è una sostanza psicoattiva che provoca nell’utilizzatore effetti nella dimensione psichica e fisica. Le modalità di assunzioni sono diverse, tuttavia esse non determinano inevitabilmente la condizione di dipendenza. Per comprendere l’affermazione bisogna conoscere il meccanismo di azione a livello neuronale e come questo agisce sui vissuti della persona che ne fa uso, oltre al significato soggettivo attribuito agli effetti indotti. L’abuso provoca effetti nocivi sulla salute e, insieme alla stigmatizzazione, incrementa le difficoltà della persona dipendente nelle aree sociali, amicali, lavorative.

Nel quadro degli effetti psichici, induce nell’organismo ospite variazioni emotive e comportamentali ormai conosciute e studiate da diversi anni.

Esse si collocano in un range che dall’euforia conduce fino alla psicosi sulla base della gravità.
Diversamente da essi, gli effetti fisici riconducibili all’utilizzo riguardano per esempio la sensazione di infaticabilità.

A livello prettamente farmacologico si assiste a cambiamenti di concentrazione di biomolecole tra i neuroni presenti nel sistema nervoso centrale. Senza entrare nei dettagli biochimici, la cocaina blocca il recupero della dopamina nel terminale presinaptico; impedisce così il riassorbimento del neurotrasmettitore all’interno del neurone. Nella pratica clinica i contributi neurofisiologici come quello esposto sono importanti, aiutano a comprendere i modelli psicopatologici dei disturbi al fine di implementare la strategia terapeutica più opportuna.

Quali sono le motivazioni che rendono appetibile la cocaina?

Dopo aver compreso il meccanismo di azione della dopamina, ora proviamo a osservare gli effetti sull’esperienza.
La dopamina è oggigiorno considerato un neurotrasmettitore che permette di valorizzare la novità del contesto in modalità adattiva, integrarla in altri schemi cognitivi per attivare uno stato di attenzione focalizzata, di ricerca, di esplorazione di nuovi elementi. Inoltre, permette di affrontare eventi ambientali problematici con migliori strategie di fronteggiamento.
Si diventa più abili nella ricerca ed esplorazione; non solo, si affrontano più facilmente le situazioni problematiche.

Gli effetti ricercati…

come risultato ultimo il soggetto utilizzatore sviluppa uno stato mentale connotato da euforia, energia positiva e ricerca nell’ambiente; stato mentale quindi non riconducibile al solo elemento di piacere.
Dal punto di vista della trattazione teorica, un’analisi più approfondita sui vissuti mostra situazioni in cui il decorso è dissimile a seguito dell’assunzione di cocaina.

Quando l’uso della sostanza è occasionale, gli effetti ricercati dal soggetto destano grande entusiasmo ed eccitazione.Mentre di fronte a scarsa autostima, sensazioni di inadeguatezza e fragilità, vere o presunte, il soggetto ricerca nell’uso di cocaina il Sé desiderato. Quest’ultimo pone nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi prefissati, oltre a percepirsi persone di valore, adeguate e forti. Cadono le barriere che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi, ciò che spaventava o limitava ora non è più limitante. Allora l’assunzione della sostanza genere una nuova credenza su di sé; si diventa una persona capace, adeguata, sicure, di valore, ecc. Si vive così l’esperienza di superare i propri limiti.

Risvolti negativi: resto io o divento io desiderato?

Nei soggetti che attribuiscono alto valore agli effetti psicotropi della cocaina, mantenere il Sé desiderato, vivere oltre i limiti con assunzioni periodiche pone le basi per l’insorgenza del comportamento abusante.
L’aumento della reattività mentale e fisica, l’euforia, l’infaticabilità e maggior capacità di socializzare sono alcuni degli aspetti che facilitano l’insorgere della nuova credenza su di sé e la conseguente dipendenza da abuso.

Quali sono gli effetti patologici? Come ci si sente quando si abusa di cocaina?

Quelli fisici riconducibili all’utilizzo non occasionale riguardano vari apparati e organi: vasocostrizione, spasmi, infarti, ipertensione, edema polmonare ed altre complicazioni, inclusa la diminuzione della performance sessuale.

Uno sguardo ad ampio spettro degli effetti patologici mostra ad esempio anche l’irritabilità, il pensiero paranoide, interpretazioni falsate della realtà, gelosie infondate, infiammazioni della mucosa se inalata e dipendenza psichica e fisica, a cui seguono crisi d’astinenza con i sintomi tipici (irritabilità, sindromi depressive, stati d’ansia, insonnia e paranoia).

Ma cosa succede se smetto (nella situazione di assenza della sostanza)?

La depressione, la sonnolenza, l’inquietudine, tremori vari e dolore ai muscoli seguono spesso l’astinenza dalla cocaina.
È importante intervenire nella fase precoce dei sintomi da astinenza (ad esempio con un percorso psicoterapeutico). L’identificazione precoce e la regolazione delle emozioni, insieme, incrementano la probabilità di successo terapeutico.
Infatti, la disregolazione emotiva contrasta la capacità di mantenere lo stato di astinenza nei soggetti che decidono di uscire dalla condizione di dipendenza da cocaina.

Nell’ottica psicologica, interruzione dell’assunzione della sostanza pone la persona a vivere la consapevolezza dolorosa di avere dei limiti. Gli stati mentali appaganti in precedenza ora verranno a mancare. La carenza della sostanza rende possibile lo sviluppo del bisogno dello stato alternativo. La patologia si trova di fronte ai soggetti deboli che attribuiscono valore al Sé desiderato, oltre alla necessità di superare la condizione di bassa autostima percepita e il dolore che ne deriva.

Trattamento: il ruolo della psicoterapia.

Il trattamento farmacologico non è efficace o attuabile. La psicoterapia è un percorso efficace? Lo psicoterapeuta aiuta le persone a superare la dipendenza? Può farlo! Ma soprattutto permette alla persona di scoprire e gestire i propri limiti e ci si accetta. Nuove e adattive competenze per fronteggiare le problematiche contestuali vengono apprese. La psicoterapia può essere di aiuto a coloro i quali fanno uso e abuso di cocaina; probabilmente non sempre potrà esserlo, maggior probabilità di successo dopo che si interrompe l’assunzione della sostanza.

In alcuni casi chi ne fa uso non lo dice al professionista, giunge per altre problematiche; solo durante la terapia stessa può emergerne l’utilizzo occasionale o prolungato. È difficile parlarne col terapeuta, così come è complicato porsi nella posizione di interromperne l’uso.

Dalla letteratura scientifica emerge che il trattamento psicosociale attualmente rappresenta la modalità di accesso alla cura in quanto non sono presenti terapie farmacologiche approvate. Si tratta, in genere, di sedute individuali o di gruppo, con o senza il coinvolgimento dei parenti presso strutture dedicate o professionisti abilitati alla professione di cura.
La persona che decide di rivolgersi ai professionisti per uscire dalla condizione di dipendenza e dolore potrà rivolgersi a:

  • Serd / Asl di competenza
  • Ospedale
  • Medico di Base
  • Psicoterapeuta

Alla visita seguiranno eventualmente altre indicazioni adatte alla persona in base alla gravità della condizione fisica/psichica.
La scelta del percorso psicoterapeutico potrebbe essere preferita nei casi di difficoltà di accesso alle strutture pubbliche o quando di preferisce un approccio individuale in regime privato (maggiore discrezione, volontà di evitare l’esposizione allo stigma sociale).

La gravità della dipendenza e difficoltà del trattamento pongono come necessario l’accesso alle strutture pubbliche (Serd) per la presa in carico, o come lavoro congiunto al professionista privato.

Prospettive.

Come emerge dalle ultime ricerche sui processi decisionali, nel processo di guarigione dalle dipendenze il concetto di autoefficacia assume un ruolo importante. “Nel percorso di recupero è fondamentale l’autoefficacia e questa esiste se chi vive una dipendenza continua a credere di avere una possibilità di controllo, se i sistemi di cura e la società riproducono questa credenza e rendono la sua attuazione possibile, desiderabile, chiaramente vantaggiosa.” (Canali S., 2019 – psicoattivo.it)

La dipendenza sotto quest’ottica potrebbe essere definita come patologia della scelta/volontà e sempre meno come patologia dell’autocontrollo. La persona dipendente possiede sempre un margine di libertà e di responsabilità, non è un automa controllato dalla sostanza.
Sull’onda di tali concetti, la terapia narrativa potrebbe essere una alleata nella cura delle dipendenze da sostanza.

Quali sono le ragioni che mi spingono all’uso della sostanza?
Come agisce l’autocontrollo nel mantenere la difficoltà a rendersi indipendenti?
Quali pensieri e/o emozioni sono difficili da sostenere?
Come faccio a gestire l’astinenza e il craving?

Queste e altre domande la persona si porrà insieme allo psicoterapeuta nell’ambiente protetto, non giudicante e fiducioso del setting terapeutico.

In sintesi, con la psicoterapia si aiuta la persona a comprendere il significato dell’assunzione di cocaina, quali sono le emozioni e i pensieri intervenienti, come evitare le ricadute e i contesti facilitanti le stesse.
L’obiettivo condiviso del percorso di cura mira a cogliere la consapevolezza dei propri limiti e come affrontarli nella modalità più adattiva senza l’uso della sostanza psicoattiva.

Bibliografia

Contreras-Rodríguez, O., Albein-Urios, N., Martinez-Gonzalez, J. M., Menchón, J. M., Soriano-Mas, C., & Verdejo-García, A. (2020). The neural interface between negative emotion regulation and motivation for change in cocaine dependent individuals under treatment. Drug and Alcohol Dependence, 107854.

Kampman, K. M. (2019). The treatment of cocaine use disorder. Science advances, 5(10), eaax1532.

Myers, B. (2019). Psychotherapy for substance use disorders. In Global Mental Health and Psychotherapy (pp. 241-256). Academic Press.

Sitografia

Cocaina – https://www.stateofmind.it/tag/cocaina/

Assunzione di cocaina: psicopatologia e trattamento –  https://www.stateofmind.it/2016/05/assunzione-di-cocaina-psicopatologia-trattamento/

Cocaina: identificato un gene cruciale nello sviluppo della dipendenza – http://www.psicoattivo.com/cocaina-identificato-un-gene-cruciale-nello-sviluppo-della-dipendenza/

La dipendenza è una scelta? – http://www.psicoattivo.com/la-dipendenza-e-una-scelta-autocontrollo-e-uso-di-droghe/

La molteplicità dell’Io, l’identità narrativa e le terapie narrative – http://www.psicoattivo.com/la-molteplicita-dellio-lidentita-narrativa-e-le-terapie-narrative/


Si ricorda che lo scopo di questo articolo rimane puramente descrittivo e divulgativo, e rammento di rivolgersi sempre ad un professionista clinico per qualsiasi informazione o necessità (vedi Disclaimer).

Recensione del libro: “E.M.D.R. e Disturbi Sessuali (2019)”

EMDR e Disturbi Sessuali, scritto da Elena Isola e Bruna Maccarone, conduce il lettore nella approfondita conoscenza di due costrutti: la sessualità come elemento fondamentale dell’esperienza soggettiva e l’E.M.D.R. (Eye Movement Desensitizazion and Reprocessing), quale metodo per la cura di alcune patologie oggigiorno ampiamente diffuse.

 

Link per leggere l’articolo www.stateofmind.it/2019/10/emdr-sessualita

 

Microbiota, infiammazione e disturbi mentali.

Flora intestinale e sistema nervoso.

Con il termine “microbiota” si rappresenta la collezione dei microorganismi simbiotici presenti nel corpo umano. Tra questi, i probiotici sono organismi che somministrati in quantità adeguate apportano all’ospite un beneficio in termini di salute.

Prima della nascita i feti non posseggono la flora intestinale, termine usato per indicare la componente del microbiota presente solo nel tratto enterico; durante il parto naturale veniamo colonizzati da un gran numero di batteri. Nello specifico si tratta di circa 1000 specie batteriche, che nell’adulto costituisce una massa fecale di circa 1,5 kg.

La colonizzazione precoce permette la maturazione del sistema nervoso, del sistema immunitario e la regolazione dello sviluppo della fisiologia intestinale.Sono molti i fattori che modificano il microbiota; elementi quali la dieta, l’attività fisica e altri fattori epigenetici possono influenzare la composizione batterica intestinale. La corretta permeabilità intestinale e l’efficienza del sistema immunitario dipendono dall’integrità dell’assetto microbico enterico.

Se la composizione e l’equilibrio del microbiota vengono modificati, si attiva un processo infiammatorio intestinale e gli spazi presenti tra le cellule epiteliali intestinali possono dilatarsi, modificando la permeabilità intestinale e permettendo l’ingresso nel circolo sanguigno di batteri, virus, funghi, tossine e proteine parzialmente digerite: questi complessi proteici, non riconosciuti dal nostro sistema di difesa immunitario, attivano la risposta anticorpale che, se persistente, può condurre a sviluppare allergie, intolleranze, varie patologie autoimmuni ( diabete, artrite reumatoide, sclerosi multipla), o degenerative (tumori, Alzhimer…).

Si è visto che la colonizzazione microbica intestinale ha un impatto significativo sulla neurofisiologia, sul comportamento e sul funzionamento del sistema nervoso. Diversi percorsi immunitari all’interno e all’esterno del SNC sono coinvolti in importanti meccanismi come la mediazione microbica delle funzioni e del comportamento del cervello. Inoltre la modulazione neuroimmune da parte del microbiota contribuisce tramite eziopatogenesi o insorgenza di segni e sintomi importanti dei disturbi neurodegenerativi e comportamentali, come i disturbi dello spettro autistico, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, Alzheimer e Parkinson.

Studi recenti hanno dimostrato una stretta correlazione tra alterato equilibrio del microbiota materno durante la gravidanza e disturbi neuro-psichiatrici nel bambino.
Il prebiotico rappresenta l’ingrediente alimentare non digeribile che stimola in modo selettivo la crescita, l’attività o entrambi, di uno o un numero limitato di batteri già residenti nel tratto intestinale. Quando i prebiotici influenzano positivamente la salute mentale, vengono definiti “psicobiotici”.
La composizione del microbiota è alterata negli adulti anche dalle forme croniche di stress, sedentarietà, inquinanti ambientali, brusche e frequenti variazioni della glicemia, resistenza insulinica, fumo di sigaretta, eccesso di sale, alimentazione ricca di zuccheri e grassi saturi… L’elevata comorbidità esistente tra lo stress e alcuni sintomi di malattie psichiatriche come ansia elevata, disturbi gastrointestinali (incluso nella sindrome dell’intestino irritabile) metta in luce il peso dell’asse cervello-intestino nello sviluppo di alcuni tipi di patologie.

Neuroinfiammazione cronica e disturbi mentali

Lo studio dell’infiammazione cerebrale (neuroinfiammazione) ha portato risultati interessanti nella comprensione della schizofrenia, il disturbo bipolare e la depressione.

A sostegno del collegamento tra neuroinfiammazione e disturbi mentali, tra i meccanismi molecolari coinvolti nell’insorgenza del disturbo depressivo, evidenze cliniche e precliniche ipotizzano il coinvolgimento dell’alterazione della risposta infiammatoria a seguito di esperienze stressanti (Rossetti, 2017).

Le ricerche sul disturbo depressivo in pazienti non trattati farmacologicamente hanno mostrato un alterato equilibrio tra le molecole pro-infiammatorie e anti-infiammatorie, la cui conseguenza diretta viene rintracciata nell’aumento della insorgenza del disturbo stesso. Inoltre, l’alterazione di tale equilibrio comporta modifiche strutturali dell’encefalo nel rapporto tra la sostanza bianca e la sostanza grigia.
Ulteriori analisi hanno evidenziato la debolezza dei risultati esposti, tutto ciò ha condotto alcuni autori a dubitare dell’evidenza della correlazione tra disturbo infiammatorio cronico e disturbi mentali, ipotizzando che i secondi (soprattutto ansia e depressione) siano invece la conseguenza dello stress psicologico prodotto dall’infiammazione cronica.
Dregon et al. (2019) nella ricerca che ha coinvolto più di 500.000 soggetti, hanno confermato l’aumento del rischio di soffrire di ansia e depressione nei pazienti a cui è stata diagnosticata l’infiammazione cronica.

Il sistema linfatico e le malattie neuroinfiammatorie

La scoperta del sistema linfatico nel sistema nervoso centrale potrebbe condurre a formulare nuove ipotesi   sull’eziologia delle malattie neuroinfiammatorie e neurodegenerative.
Nel 2015, Louveau et al. hanno pubblicato sulla rivista Nature un articolo relativo alla presenza del sistema linfatico nell’encefalo; emerge che i vasi linfatici affiancano i seni venosi della dura madre e si connettono con linfonodi cervicali profondi.
I vasi linfatici sono un sistema vascolare distinto dal sistema cardiovascolare presente nel corpo; il sistema linfatico è un complesso sistema di vasi e nodi (linfonodi) necessari per la raccolta del liquido interstiziale, ricco di scorie metaboliche e del ricambio cellulare, che poi verranno eliminate dai filtri epatici, attraverso la bile, e renali, attraverso le urine.

L’individuazione della rete linfatica nel cranio è stata difficoltosa, ciò nonostante è stato individuato e descritto; i risultati delle ricerche mostrano un sistema che 

possiede molte caratteristiche dei vasi linfatici periferici, ma è caratterizzato da un’organizzazione generale e distribuzione con evidenze uniche. La presenza del sistema linfatico funzionale e classico nell’encefalo pone quesiti sull’autonomia immunitaria del cervello.
Si evince che una conseguenza del malfunzionamento dei vasi linfatici meningei possa essere la causa scatenante di una varietà di disturbi neurologici dove l’alterazione del sistema immunitario rappresenta un fattore fondamentale; la sclerosi multipla, il morbo di Alzheimer e alcune forme di linfedema primario associate a disturbi neurologici.

È anche possibile che le demenze possano essere dovute a ridotto drenaggio linfatico cerebrale?

Conclusioni

Il Dott. Vincenzo Simonetti (www.ozonovitaesalute.com/our-team/ossigeno-ozono-terapia-torino), esperto di Ozonoterapia, illustra come attraverso l’utilizzo di ozono e di un corretto stile di vita si possano attenuare gli effetti dell’infiammazione cronica, portando benefici anche alle 

patologie mentali discusse. Associata alla psicoterapia, l’ozonoterapia potrebbe contribuire alla cura di parte dei soggetti affetti da disturbi mentali quali l’ansia, attacchi di panico e depressione.

In conclusione, emerge la possibilità di migliorare alcune funzioni psichiche o ridurre disturbi come ansia e depressione ottimizzando l’attenzione sui batteri chiamati psicobiotici. 

Utilizzati in associazione alla psicoterapia (e terapia farmacologica quando previsto) potrebbero rappresentare un valido aiuto nel trattamento di soggetti specifici.

 

Bibliografia

Bermúdez-Humarán, L. G., Salinas, E., Ortiz, G. G., Ramirez-Jirano, L. J., Morales, J. A., & Bitzer-Quintero, O. K. (2019). From Probiotics to Psychobiotics: Live Beneficial Bacteria Which Act on the Brain-Gut Axis. Nutrients, 11(4), 890.

Louveau, A., Smirnov, I., Keyes, T. J., Eccles, J. D., Rouhani, S. J., Peske, J. D., … & Harris, T. H. (2015). Structural and functional features of central nervous system lymphatic vessels. Nature, 523(7560), 337.

Rossetti, A. C. (2017). Inflammation and vulnerability for major depression: in search of common molecular pathways.

Simonetti V. et al. (2018. Ozonoterapia e nutrizione nell’infiammazione e degenerazione. Ed. Minerva Medica

Valles-Colomer, M., Falony, G., Darzi, Y., Tigchelaar, E. F., Wang, J., Tito, R. Y. & Claes, S. (2019). The neuroactive potential of the human gut microbiota in quality of life and depression. Nature microbiology, 1.

Sitografia

www.stateofmind.it/2017/08/neuroinfiammazione-disturbi-psichiatrici/ – La neuroinfiammazione: ruolo e funzione nei disturbi psichiatrici

www.stateofmind.it/2019/04/disturbi-infiammatori-ansia-depressione/ – I giovani adulti con disturbi infiammatori potrebbero essere più sensibili ai disturbi d’ansia e depressivi