Dott. Massimo Zedda

Psicoterapeuta a Torino

Dipendenza affettiva

Una breve presentazione.

La dipendenza affettiva, o love addiction, è caratterizzata da comportamenti di dipendenza all’interno di una relazione romantica (affettiva) in cui un partner ha bisogno dell’altro per mantenere il proprio equilibrio emotivo. Gli etologi attribuiscono un valore evolutivo, inteso come lo sviluppo del sistema di attaccamento dopo la nascita della prole che garantisca alla coppia la coesione necessaria per cooperare alle richieste di cura.
La relazione diventa in alcuni casi patologica, soprattutto quando è vissuta dal soggetto in modo indispensabile per la propria sopravvivenza, fino al punto di annullare se stessi e non riconoscere i propri bisogni; situazione che potrebbe generare profondo disagio ed ansia.
I segnali di una dipendenza affettiva sono molti, spaziano dalla devozione al terrore dell’abbandono /separazione fino al senso di colpa, rabbia e paura di essere se stessi.
L’amore passionale è ormai noto presenti molti indicatori fondamentali delle dipendenze: il desiderio intenso, la tolleranza, l’astinenza e le recidive. Se non sempre l’amore rispecchia una dipendenza affettiva, sappiamo che ha le potenzialità per diventare una dipendenza.
Come suggeriscono Rosember e Curtiss Feder (2014), l’amore romantico è una dipendenza naturale, un normale stato di alterazione provato da tutti (o quasi aggiungo) gli esseri umani, evolutosi per garantire la riproduzione e l’attaccamento concentrando le energie su un unico partner per allevare in comune la prole e trasmettere il codice genetico di entrambi.
“Si tratta di una dipendenza POSITIVA quando la relazione si fonda su un amore reciproco, non patologico e appropriato; è invece una dipendenza NEGATIVA
 e pericolosa quando si fonda su un amore non corrisposto, patologico, inappropriato e/o, di fatto, respinto.” (Rosember e Curtiss Feder – 2014). Anche lo stalking riflette la stessa immagine di funzionamento, dove la differenza tra un corteggiamento apprezzato ed una molestia fastidiosa è sempre la natura del contenuto percepito della relazione: POSITIVA e piacevole nel corteggiamento, NEGATIVA e fonte di ansia nello stalking.
Nella dipendenza affettiva è il soggetto attivo (che ama e soffre) a ricevere un rimando inappropriato dell’intenzione, mentre nello stalking è il soggetto ricevente che percepisce come dannosa la qualità della comunicazione all’interno della relazione. In molti casi il soggetto dipendente affettivamente, se rifiutato, può diventare uno stalker.
In letteratura emerge che gli uomini definiti violenti presentino livelli più alti di aggressività, ma contemporaneamente anche maggiore insicurezza emotiva. Alcuni studiosi desumono che il precursore significativo della violenza fisica sia il livello alto di dipendenza emotiva rispetto a livelli elevati di l’aggressività.
Conoscere se stessi e l’altro è l’inizio del complesso percorso che conduce alla possibilità di entrare in una relazione sana, farsi amare e progettare insieme una narrazione di vita di coppia. Non bisogna aver timore di parlarne e chiedere aiuto a persone capaci di accogliere i vissuti e le sofferenze, spesso attivando anche un percorso terapeutico allo scopo di conoscere la criticità che hanno condotto alla dipendenza; soprattutto per evitare di ricadere in una relazione simile in futuro, sviluppando anche il coraggio della solitudine.
Per una migliore comprensione di fenomeni molesti all’interno della coppia, e quindi procedere in maniera ottimale nel percorso di aiuto, è essenziale valutare il modo in cui le esigenze emotive si sono sviluppate ed evolute in relazione alla storia di vita narrata dall’individuo, ponendo attenzione al genere ed al quadro socioculturale di riferimento della coppia stessa.